Month: febbraio 2016 (Page 1 of 2)

Bitcoin e la riserva frazionaria

Gli exchanges bitcoin effettuano quotidianamente numerose operazioni di compravendita ma queste operazioni non vengono registrare sulla blockchain (catena dei blocchi) del bitcoin, vengono invece registrate su un database privato dell’exchange stesso. Supponiamo che io versi 50 BTC su un exchange bitcoin qualsiasi e un altro utente ne versi altri 50, entrambi questi versamenti sono operazioni registrate sulla blockchain bitcoin.

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Dove comprare Bitcoin con carte di credito/debito

Ecco una lista dei servizi dove è possibile comprare Bitcoin tramite cara di credito/debito, ad esempio con una carta Postepay, o Superflash; spesso è anche richiesto che abbiano abilitato il sistema 3D Secure (mastercard e visa)

https://www.coinbase.com (Max: 500 euro al giorno/ 25 euro alla prima iscrizione / Fee: 3%)
Supporta carte Visa, Mastercard e Maestro che supportino (e abbiano attivo) 3D Secure
La verifica di un nuovo account viene fatta subito.

https://uphold.com (Fee: 2.75% … anche se ora pare essere 0%)

https://www.bitstamp.net (Fee: 8% … dovrebbe scendere dopo i primi test)

https://cubits.com (Fee: 6.50% – Prezzo apparentemente alto)

https://chip-chap.com
Dovrebbe essere già attivo e funzionante, senza richiesta di registrazione.
I Bitcoin vengono rilasciati dopo 24/48 ore, per verificare che non sia stata usata una carta rubata/clonata

https://www.circle.com (All’inizio limite 100 dollari al giorno / Fee: 2.9/3%)
Con alcune carte pare funzionare, anche se il servizio dovrebbe essere dedicato solo agli stati uniti.

https://www.coinify.com (3.9% fee sul prezzo proposto da loro)

https://cex.io (Fee: 3.5% + 0.20)

https://www.247exchange.com (Fee: 4% + 0.56 + 3%)

https://www.virwox.com (Max: 300 euro al giorno / Fee 3.5% + 0.39  + 2.90% + 2.90%)

https://www.coincorner.com (Fee: 5%)
Manca ancora il supporto per l’Italia, ma è probabile che machi davvero poco
https://twitter.com/CoinCorner/status/638116816171216896

https://www.coinmama.com (prezzo abbastanza alto)

https://bittylicious.com (prezzo abbastanza alto)

Bitcoin e simili. Cosa sono le Cripto Monete?

Una criptovaluta  è una valuta decentralizzata digitale la cui implementazione si basa sulla crittografia per verificare le transazioni e la generazione di moneta (stampaggio moneta). Come qualsiasi valuta digitale consente di effettuare pagamenti online in maniera perfettamente sicura senza problemi.

Le implementazioni di criptovalute spesso usano uno schema proof of work come salvaguardia alla contraffazione digitale. Esse utilizzano tecnologie di tipo p2p (peer to peer) su nodi (server) i cui computer garantiscono la decentralità del network rendendolo molto resiliente. Su questi computer vengono eseguiti appositi programmi che svolgono funzioni di portamonete e di sicurezza della rete ed essendo decentralizzati non c’è alcuna autorità centrale che le controlla. Le transazioni e il rilascio delle criptomonete avvengono collettivamente in rete, pertanto non c’è una gestione di tipo “centralizzato” tipica delle monete tradizionali dette FIAT quali il dollaro, l’euro, lo yen.

Sono state definite molte diverse specifiche e protocolli di criptovalute per lo più simili o derivate dalla prima criptovaluta mai implementata, il bitcoin. Oggi tutte le criptovalute sono tutte valute alternative rispetto alle valute con valore legale.

La maggior parte delle criptovalute sono progettate per introdurre gradualmente nuove unità di valuta, ponendo un tetto massimo alla quantità di moneta che è in circolazione. Ciò viene fatto sia per imitare la scarsità (e il valore) dei metalli preziosi, sia per evitare un eccessiva inflazione. Comparata con le valute ordinarie gestite dagli istituti finanziari o tenute come contante, le criptovalute sono meno suscettibili a confische da parte delle forze dell’ordine.

Qual è il miglior mercato?

Bitcoinity

Dati in tempo reale, e storici del cambio Bitcoin con dollaro e euro, nei principali exchange su Bitcoinity (Mtgox, Bitstamp, Btc-e)

https://bitcoinity.org/markets

Cryptocoincharts

Cryptocoincharts mostra i grafici storici e gli orderbook di molte monete alternative scambiate nei più sconosciuti exchange.

http://www.cryptocoincharts.info/

Coinmarketcap

Su Coinmarketcap è possibile a colpo d’occhio confrontare i grafici delle 50 principali monete per capitalizzazione di mercato

http://coinmarketcap.com/

Coinchoose

Mmostra la profittabilità in tempo reale di molte critpomonete, in base alla difficoltà e a quanto sono scambiati negli exchange. Coinchoose è quello con più monete inserite

http://www.coinchoose.com/index.php

Coinwarz

Anche Coinwarz mostra quale moneta convine minare al momento

http://www.coinwarz.com/cryptocurrency

Bitcoincharts

Storico sito di statistiche e dati in tempo reale, su tutti gli exchange di bitcoin con le monete di tutti i paesi. Bitcoincharts mostra anche altre statistiche economiche e tecniche: marketcap, moneta in circolazione, potenza della rete.

http://bitcoincharts.com/

Com-http

Com-http è un sito che raccoglie informazioni base su oltre 120 monete: dove scaricare il wallet, le mining pool, gli exchange; un sito nuovo e aggiornatissimo

http://com-http.us/

Cryptofolio

Un sito che permette di tenere d’occhio il valore delle proprie cryptomonete alternative; facile da usare, aggiornato ai cambi in tempo reale, mancano molte delle nuove monete che hanno raggiunto gli exchange (Cryptsy scambia più di 100 cryptomonete con Bitcoin o Litecoin)

http://www.cryptofolio.info/

Allchains

Allchains è un sito molto leggero con statistiche, sul valore e sulla next difficulty, di Bitcoin e Litecoin

http://allchains.info/

Coinex

Coinex è un sito che unisce exchange e mining pool, in questa pagina ci sono le statistiche delle mining pool, tra cui il network hashrate di ogni moneta presente

https://coinex.pw/mining/pools

Cryptocoinexplorer

Mostra i dati delle blockchain delle principali monete: è possibile vedere tutte le transazioni e dati come la difficoltà

http://cryptocoinexplorer.com/

Che valore ha un Bitcoin e quali sono le sue potenzialità?

Questa valuta si gestisce privatamente ed è del tutto indipendente dal controllo statale. Sotto molti aspetti il Bitcoin apre nuove frontiere, inventato da Satoshi Nakamoto, il Bitcoin fa il debutto nel gennaio del 2009. Attualmente ve ne sono più di quattordici milioni in circolazione e, dopo notevoli fluttuazioni di prezzo dal loro lancio, da due mesi a questa parte vengono scambiati piuttosto stabilmente a quattrocento dollari l’uno.

Il Bitcoin è sostanzialmente un’unità di debito gratuita che entra in circolazione tramite il cosiddetto “mining”: i client, una volta trovata la soluzione di complessi algoritmi, generano nuovi Bitcoin che in ogni caso non potranno mai essere più di 21 milioni.

Significativo e rivoluzionario: ecco come si presenta il Bitcoin, la prima grande moneta elettronica del tutto indipendente.

Perché attira l’attenzione

La struttura peer-to-peer è il suo maggior punto di forza. L’organizzazione open source che si occupa del servizio ha il compito esclusivo di fornire ai client il software e una piattaforma online per lo scambio tra Bitcoin e valute. Non ha alcun ruolo sulla quantità di moneta in circolazione.

Dà la possibilità alle imprese e agli utenti di diversificare i metodi di pagamento di modo che siano più indipendenti dal monopolio di banche e Governo.

Dimostra anche che c’è già un libero mercato monetario: è vero che i regolatori si dimostrano ostili ma la legislazione attuale tiene conto di ogni tipo di unità monetaria. Manca poco in realtà per mettere un freno a queste valute gratuite, a patto che non ne vengano create ulteriori per chi cerca nuove opportunità.

Si tratta perciò di un vero e proprio attacco al controllo autoritario dello Stato sulle riserve monetarie. Il Bitcoin è per di più la prima unità monetaria libera nel mondo soggetta a convertibilità con altre unità attraverso il cambio di valuta, un’innovazione questa spesso sottovalutata da molti esperti.

Gli scambi reciproci basati sul credito, inoltre, si fondono sulla tecnologia dei Bitcoin per creare convertibilità a prescindere dal sostegno dollaro/euro.

I legislatori corrotti dalle banche hanno espresso “preoccupazione” per l’indipendenza del Bitcoin, e non c’è poi da meravigliarsene tanto. A quanto pare i traffici illeciti si servono dei vantaggi della struttura peer-to-peer per questo tipo di transazioni, proprio come avviene per i contanti anch’essi sotto la lente del Grande Fratello che vorrebbe sapere cosa acquistiamo e cosa vendiamo. Per non parlare del fatto che ci vorrebbe del tutto dipendenti dal suo apparato monopolistico sulle compravendite.

In definitiva, per i riformatori dei mercati monetari sarebbe utile tenere in vita il Bitcoin poiché ci consentirebbe di capire le strategie che gli oppositori vorranno adottare per metterlo fuori uso.

La nuova moneta ha perciò gli stessi problemi dell’oro: è deflazionistico, costoso e in quantità mai sufficienti. È vero che i Bitcoin potranno essere di taglio sempre minore – perciò a livello materiale non ve ne sarà mai carenza – tuttavia il Bitcoin è progettato per rivalutarsi di continuo. Ecco spiegata la deflazione.

La Scuola Austriaca crede che una valuta debba innanzitutto immagazzinare valore, ma l’errore sta proprio nel fatto che la moneta è un mezzo di scambio e solo gli accordi che ne definiscono l’utilizzo le danno valore. Lo stesso vale per l’oro: costa perché gli investitori speculano sul possibile ritorno dell’oro a valuta.

Questa falla sistemica sta portando gli utenti a fare incetta di Bitcoin. Preferiscono depositarli sul loro account anziché spenderli, con la speranza che aumenteranno di valore. Di conseguenza, Il numero di transazioni è più basso di quanto possa essere. L’unità stessa è oggetto della speculazione che ne intralcia il ruolo principale: finanziare il normale commercio.

In conclusione

Il Bitcoin è stata una ventata di aria fresca assolutamente necessaria. La rete peer-to-peer e l’indipendenza da banche e Governo sono un esempio per tutti. Dovremmo insistere di più sulle riforme da fare a livello statale, anche se non c’è da sperarci troppo. Un libero mercato monetario esiste già, sta a noi approfittarne.

D’altra parte, non dipende dal sistema bancario, non prevede credito a interessi zero e per natura è deflazionistico.

La sua natura decentralizzata peer-to-peer e il meccanismo di convertibilità sono, invece, i suoi punti di forza. Se potessero far fruttare unità basate sul credito e a interessi zero, lo Stato verrebbe messo davvero a dura prova.

Il Bitcoin ormai è conosciuto in lungo in largo, ma è meglio dire che ha lanciato solo un primo segnale.

Genesis Mining celebra i due anni dalla nascita con un grosso sconto per il cloud mining

Genesis serve oltre 180 mila clienti, leader mondiale del bitcoin mining cloud celebra i due danni di attività con uno sconto del 5% su tutti gli ascquisti fino all’11 Aprile.

Due anni fa Marco Streng, Marco Krohn e Jakov Dolic annunciarono il lancio di Genesis Mining. Dopo essere stati coinvolti nel mondo bitcoin per molti anni realizzarono che era giunto il momento di entrare in questo business della produzione di bitcoin.

Genesis Mining è diventata una delle più attive realtà nel mondo bitcoin e parlando con Marco Streng, amministratore delegato e fondatore di Genesis Mining, ha dichiarato

“Quando partimmo col servizio il nostro goal era di dedicare totalmente se stessi ai nostri clienti, mentre innovavamo con nostre idee, molti dei nostri servizi e prodotti venivano direttamente dai desideri dei nostri clienti. Per noi è diventata un’abitudine ascoltare la nostra clientela e soddisfare con prodotti e servizi le loro necessità.

Genesis Mining continua ad alzare l’asticella per nuovi traguardi, per celebrare l’anniversario dei due anni di attività ci sarà uno sconto del 5% per tutti i clienti valido fino all’11 Aprile.

 

L’ascesa di internet permetterà al Bitcoin di competere con le monete tradizionali

Un nuovo studio che ha visto la collaborazione di un consigliere della Federal Reserve di Filadelfia esplora se le monete private, come quelle digitali simili al bitcoin, possono competere con monete emesse dai governi.

“Può esistere una vera competizione tra valute fiat emesse privatamente, simili al bitcoin?” lo studio, pubblicato il 3 aprile scoso, se lo chiede. “Forse, almeno in qualche caso. Per dimostrare questo abbiamo costruito un modello di competizione tra valute fiat emesse privatamente”.

Il documento, scritto da Jesús Fernández-Villaverde dell’Università della Pensilvania e la Federal Reserve appunto di Fildelfia e il ricercatore Daniel Sanches, cercano di capire come forme private di denaro, tra cui le valute digitali, possano interagire tra loro in termini di stabilità dei prezzi con volatilità ridotta al minimo.

Tra gli argomenti di rilievo c’è l’avvento di Internet che ha portato ad un ambiente tale in cui i fondi privati come il bitcoin possono far emergere la loro grande competitività.

“Il nostro modello mette in evidenza come l’emissione di una moneta privata è logicamente separata dal settore bancario. Entrambi i compiti sono stati storicamente legati per motivi logistici: le banche avevano una posizione centrale nella rete dei pagamenti che ha reso più facile per loro l’introduzione della moneta in circolazione,” cosi si afferma nel documento, inoltre si aggiunge:

“Noi sosteniamo che Internet ha rotto la barriera logistica togliendo potere alle banche”

Bitcoin Foundation: “Siamo come internet per la Telefonia”

Finito il periodo della diffidenza per il Bitcoin è arrivato il momento dell’interesse e dello studio anche da parte degli istituti finanziari. Brock Pierce spiega che “C’è un interesse universale, da parte di tutti gli interlocutori. Ciascuno dal suo punto di osservazione”, noto imprenditore e presidente di Bitcoin Foundation, l’organizzazione non profit che ne promuove la conoscenza e la diffusione dle bitcoin, personaggio però criticato da alcuni per alcuni suoi trascorsi intorno agli anni duemila. Brock è stato chiamato a intervenire e testimonia di aver riscontrato molta attenzione negli interlocutori italiani.

Da un punto di vista bancario ho visto dalle conversazioni avute qui che le banche stanno cercando di capire come usare la tecnologia per creare valore. La prima cosa che una banca fa di fronte a una tecnologia rivoluzionaria è analizzarla, per capire quali sono i rischi e le opportunità. Dopo che è passata attraverso questo processo, si forma un’opinione. La maggior parte delle banche in Italia sono ora nella fase in cui stanno cercando esempi molto specifici per valutare queste idee, metterle alla prova e assicurarsi che siano reali“.

Continua Brock Pierce:

Il governo britannico ha pubblicato un report, circa un mese fa, che spiega piuttosto bene che non c’è un rischio terrorismo collegato ai Bitcoin, ha un’architettura per cui ogni transazione risiede su un registro pubblico. Se vuoi delinquere, generalmente non è una buona idea creare un registro pubblico di quello fai“.

Pierce invita a riflettere sui potenziali benefici del bitcoin:

La questione, in definitiva, è avere un impatto positivo sulla società: ci sono tre miliardi di persone su questo pianeta che non hanno un conto in banca, ci sono tre miliardi di persone che non usano tutti gli strumenti bancari che ci si attende usino o che hanno accesso a servizi limitati. L’idea è che possiamo democratizzare l’intero sistema finanziario, per avere inclusione finanziaria“, argomenta, non senza aver rimarcato che “i servizi finanziari sono importanti come l’acqua potabile. Sono essenziali”.

Pierce si dice comunque fiducioso del fatto che i Bitcoin possano giocare un ruolo importante nella crescita dei profitti del sistema bancario, per la soddisfazione sia degli operatori che degli utilizzatori. Per farlo, si affida a un paragone con l’evoluzione dei sistemi telefonici. “Facevamo le nostre telefonate usano il filo di rame , poi è arrivato il VoIP, come conseguenza di internet, e l’industria delle telecomunicazioni è cresciuta con la tecnologia, trovando il modo di beneficiarne. Il business è diventato più efficiente, la qualità del servizio è migliorata, i costi si sono ridotti e ne abbiamo beneficiato anche noi come consumatori“.

“E’ quello che succede ora, nel momento in cui le banche guardano i Bitcoin e la tecnologia che li rende possibili, conclude B.Pierce.

Microsoft partnership per le blockchain nel cloud

La casa di Redmond dice di aver stretto accordi con il consorzio delle banche così da supportare le iniziative di sviluppo per modernizzare i processi.

La blockchain (spina dorsale del funzionamento del bitcoin) funziona come un database decentralizzato che tiene traccia dei dati digitali con protezione crittografica contro eventuali tentativi di manomissione.

Goldman Sachs, State Street, UBS, Royal Bank of Scotland, Barclays, JP Morgan, Credit Suisse e anche l’italiana Unicredit , tutti nomi noti della finanza globale intendono adattare la blockchain, questo dimostra le potenzialità della tecnologia, e ora anche Microsoft dice di voler essere del club assieme agli oltre 40 membri del consorzio R3.
Redmond dice di voler collaborare con le banche della finanza mondiale per “sviluppare, testare e installare tecnologie a base di blockchain per modernizzare processi vecchi di decenni e semplificare operazioni, potenzialmente risparmiando miliardi di dollari nelle operazioni di back-office“.

Microsoft ha già avviato l’integrazione della blockchain nella propria offerta di servizi cloud con Azure Blockchain as a Service (BaaS), e proprio la piattaforma Azure dovrebbe rappresentare il fulcro del supporto alle iniziative di sviluppo del consorzio R3.

Resta da chiedersi come mai Microsoft dapprima sostenitrice del bitcoin abbia iniziato a dissociarsi da esso per spostare l’attenzione verso la tecnologia blockchain senza dare più peso ad un altro grande importante aspetto del bitcoin, la decentralizzazione. Non si può certo parlare di decentralizzazione quando si crea una blockchain in mano a banche e multinazionali, per l’utente finale non cambia niente, nessuno può garantire che queste banche e multinazionali non abbiano interesse a controllare la blockchain e modificarla. Una cosa è una blockchain privata in mano alle banche, un’altra una blockchain pubblica in mano a tutti come il bitcoin.

“Panama Papers” Bitcoin Connection

Süddeutsche Zeitung ha rivelato 11,5 milioni di documenti riservati provenienti da uno studio legale di Panama, la Mossack Fonseca. I documenti rivelano una rete oscura di politici, celebrità e altre persone potenti che nascondono la loro ricchezza.

Mentre il Bitcoin non è menzionato direttamente nei documenti, non ci sono collegamenti tra le carte pubblicate e la moneta digitale. Ecco alcune delle persone citate nei documenti che a loro a volta mostrano collegamenti con il Bitcoin.

Il “Contractor preferito” del presidente messicano Enrique Peña Nieto è stato menzionato nei documenti, che ha rivelato “una complessa rete offshore” sparsa in tutto il mondo.

All’inizio di aprile, Andrés Sepúlveda ha affermato di aiutare l’elezione messicana che ha portato al potere Nieto con 600 mila dollari. Nel fare questo, lui sostiene di aver affittato server in Russia e Ucraina pagando in bitcoin, lui chiama la campagna Nieto come “uno dei più sporchi affari latinoamericani della memoria recente” e “uno dei suoi più complessi” piani per truccarle.

Indicata dai documenti è il presidente argentino Mauricio, che ha incontrato Richard Branson e ha parlato con lui del Bitcoin, il controllo della droga e i voli spaziali.

Secondo la pagina Facebook del presidente, il presidente dice “è stato molto interessato al discorso con Branson, imprenditore dei settori legati alle nuove tecnologie, come ad esempio il volo spaziale e l’uso del bitcoin in questioni umanitarie”.

Sulla Russia, dove i Bitcoin sono forse stati più vicini all’essere banditi, un socio del presidente russo Vladimir Putin e la Banca Rossiya hanno riferito di aver riciclato centinaia di milioni di dollari.

La Russia ha un rapporto difficile con i Bitcoin. In un primo momento, nel 2014, il Wall Street Journal ha riportato la posizione della Russia ed era piuttosto benigna: “In questa fase abbiamo bisogno di vedere come la situazione si sviluppa con questi tipi di valute. Questi strumenti non devono essere respinti, ” Georgy Luntovsky..

Eppure, nel 2016, riporta che il Dipartimento delle Finanze della Russia ha cercato di vietare l’uso dei Bitcoin. Nell’articolo c’è un passaggio che recita:

L’unità monetaria della Federazione Russa è il rublo. La Banca Centrale della Federazione Russa è l’unica emittente di moneta. L’introduzione e l’emissione di altre valute nella Federazione Russa sono proibiti.
Il presidente Vladimir Putin ha sostenuto che i bitcoin siano un complotto degli Stati Uniti.

La storia del Bitcoin in Ucraina è molto diverso da quella con la Russia. In realtà, CCN ha visitato alcuni dei 16.000 sportelli automatici Bitcoin abilitati in Ucraina, servizio andato in diretta nel 2015.

Inoltre, Bloomberg ha evidenziato che un mining pool ucrasino si era quasi avvicinato a controllare il 51% della rete complessiva mineraria Bitcoin: “in altre parole, una organizzazione era sul punto di dominare l’emissione di Bitcoin.” anche se questa affermazione non è propriamente corretta perchè anche possedendo il 51% della potenza di calcolo un modo per proteggere la rete bitcoin esiste.

Alcune delle più veloci ricadute dei Panama Papers è stato il voto di sfiducia al primo ministro islandese, Sigmundur Gunnlaugson, eletto dopo il collasso finanziario della nazione, egli avrebbe omesso di dichiarare interessi sugli investimenti in una società offshore.

L’Islanda è sede di molte aziende che producono Bitcoin a causa delle basse temperature che aiutano a raffreddare i computers che minano btcs. Auroracoin è stata lanciata, da uno sviluppatore indipendente, come valuta digitale basata al primo stato-nazione del mondo. Non ha esattamente preso piede, un esperimento per ora quasi fallito.

La famiglia del presidente cinese Xi Jinping ha collegamenti a società off-shore, secondo i documenti. Il presidente è noto per aver usato la mano pesante sulla corruzione nel paese. Jinping ha spinto la tecnologia per essere una parte importante della sua piattaforma per far crescere l’economia della Cina. Cina che rappresenta circa l’80% delle transazioni Bitcoin nel mondo.

In alcune carte pubblicate, il primo ministro David Cameron ha ammesso profitti personali da un trust offshore.

Il primo ministro ha dichiarato in merito alla crittografia alla base del bitcoin “Credo che non possiamo permettere che le moderne forme di comunicazione possano essere esenti dalla possibilità, in extremis, con un mandato firmato dal ministro degli Interni, di essere esenti dalla possiblità di essere letti dal governo”, ha detto Cameron. “Questo è il mio punto di vista molto chiaro e se io sarò il primo ministro dopo le prossime elezioni mi assicurerò di legiferare in merito”, insomma si fa paladino delle comunicazioni lasciate in chiaro cosi da poter meglio essere monitorate dal governo, un pensiero in linea con quello americano.

Ha aggiunto: “Ho un approccio molto semplice a questo problema che è che da quando abbiamo dovuto affrontare queste minacce terroristiche è sempre stato possibile, in extremis, con la firma di un mandato dal ministro degli Interni, per intercettare le comunicazioni, le mie comunicazioni , o chiunque altro, se vi è una minaccia di terrorismo. Che viene applicato se si sta inviando una lettera, se si sta effettuando una chiamata, se si sta utilizzando un telefono cellulare, o se si sta utilizzando Internet “.

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