Gli exchanges bitcoin effettuano quotidianamente numerose operazioni di compravendita ma queste operazioni non vengono registrare sulla blockchain (catena dei blocchi) del bitcoin, vengono invece registrate su un database privato dell’exchange stesso. Supponiamo che io versi 50 BTC su un exchange bitcoin qualsiasi e un altro utente ne versi altri 50, entrambi questi versamenti sono operazioni registrate sulla blockchain bitcoin.

Le ulteriori operazioni che questi utenti fanno all’interno dell’exchange non vengono registrate sulla blockchain. L’exchange a sua volta possiede i 100 BTC dell’esempio che può usare a suo piacimento e deve solo garantirsi di possederli quando uno degli utenti vorrà fare un prelievo di bitcoin verso il suo portafoglio personale (detto wallet)

Ora se l’exchange in esame è prudente non usera’ i 100 bitcoin versati per essere certo di non avere problemi di liquidità quando gli utenti andranno a fare dei prelievi. Se l’exchange tenesse invece un profilo meno sicuro potrebbe anche decidere di utlizzare questi cento bitcoin per magari prestarli a qualcuno a un tasso di interesse predefinito.

Le banche per gestire la liquidita’ dei clienti usano esattamente lo stesso criterio.
Le banche non tengono mai a disposizione tutto il totale dei conti versati dai clienti, ma solo una parte, tecnicamente questa quota che le banche tengono a disposizione si chiama riserva frazionaria, per legge esse sono costrette a tenere una riserva frazionaria, attorno al 2% del totale del versato.

Ora, attraverso il metodo della riserva frazionaria, le banche si trovano a “disposizione”
il 98% dei depositi versati, e quindi possono riutilizzare come meglio credono quei soldi grazie al fatto che la riserva frazionaria genera un moltiplicatore monetario; con una riserva frazionaria del 2% si ottiene un moltiplicatore monetario di 50, ossia il denaro “circolante” aumenta di cinquanta volte.

Due punti molto importanti di questo concetto riportato al nostro esempio di un exchange bitcoin:

1) Il fatto che le transazioni dentro l’exchange avvengono su una contabilita’ virtuale e non sulla blockchain permettono all’exchange di attivare il meccanismo della riserva frazionaria e quindi del moltiplicatore monetario

2) Allo stato attuale non esiste nessuna regolamentazione per il fenomeno e non vi e’ nessuna trasparenza infatti nessuno exchange pubblica questo dato e nessuno dice in che misura e in che modo gestisce la riserva frazionaria.

Per ovviare a questo problema sarebbe necessario creare un exchange decentralizzato dove non sarebbe possibile utilizzare il concetto appena esposto del moltiplicatore monetario ed è possibile che questo fenomeno abbia avuto un ruolo importante  nell’aumento di liquidita’ che bitcoin ha subito di recente ossia che gli exchanges abbiano iniziato ad usare sempre
in maggior misura  il loro potere di creare moltiplicatore monetario.